A Spasso per Catania
Catania

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Se vai in Sicilia è doveroso Visitare Catania, la seconda città per importanza della regione dopo il capoluogo Palermo, e come Palermo si può raggiungere facilmente in aereo o con il treno, un mezzo di trasporto lento ma sicuramente più affascinante perché lungo il percorso si vedono innumerevoli colori e paesaggi, ed è collegata con le altre parti dell’isola da una buona rete di trasporto pubblico. Si trova sulla costa orientale, affacciata sul mare Ionio. Dietro di lei incombe l’Etna che con i suoi 3.323 metri sul livello del mare rimane innevata per molti mesi l’anno, spesso presenta uno scuro pennacchio di fumo a ricordarci che è un vulcano attivo. Andando a passeggio per le vie di Catania si vede con la sua aria protettiva e minacciosa allo stesso tempo…

L’aspetto urbanistico della città è dominato dal barocco settecentesco che ebbe origine proprio da un evento tragico. Infatti se l’eruzione del 1669 risparmiò la città vecchia, protetta dalle mura, il terremoto del 1693 portò morte e distruzione ma diede all’architetto Vaccarini l’opportunità di riprogettare Catania con i principali assi viari, le piazze e le chiese, i palazzi e i monumenti che noi oggi ammiriamo. Il centro e il simbolo di Catania è la fontana con l’elefante che i catanesi chiamano “U Liotru” dal nome bizantino Eliodoro, e l’obelisco. L’elefante è di epoca romana ed è fatto di lava, la scura lava dell’Etna, l’obelisco è egizio. Entrambi ornano la bella piazza del Duomo, ci vuole un po’ di tempo per visitarla perché è ricca di tesori. La Cattedrale costruita in epoca medievale, anch’essa rifatta dopo il terremoto, è dedicata a Sant’Agata, la patrona oggetto di venerazione popolare celebrata dal tre al cinque febbraio, nella festa che coinvolge tutta la città. Al suo interno, dalla struttura normanna, si trovano tesori di diverse epoche, dai sarcofagi romani sino a dipinti e sculture del Seicento e Settecento. Accanto la fontana dell’Amenano (da cui sgorgano le acque dell’omonimo fiume sotterraneo) introduce una zona molto amata dai catanesi ed animata sin dal primo mattino, la Pescheria. Un mercato popolare dove si trova il meglio del pescato locale ma pure altri prodotti agro alimentari, un luogo che trasuda profumi e gusti che ricorderete quando vi metterete a tavola. Da qui prendete Via Garibaldi, ammirate Piazza Mazzini con i caratteristici portici su colonne e ricca di caffè, cercate la casa di Giovanni Verga e, prima di raggiungere la bella Porta Garibaldi con il suo arco di trionfo, fermatevi al Castello Ursino dalle proporzioni imponenti, con pianta quadrata e circondato da un fossato. Costruito nel Duecento da Federico II di Svevia ospita al suo interno il Museo Civico, qui ogni sera si trovano i giovani catanesi, è un luogo brulicante di vita.

Ricordiamo la storia antica di Catania che fu prima colonia greca, sottomessa dai Siracusani e poi dai Romani, e conserva nel centro almeno tre edifici di tale epoca: un teatro, un anfiteatro e le terme. In questa zona il principale motivo di visita sono le belle chiese barocche che si ammirano percorrendo via dei Crociferi, a partire dall’arco di San Benedetto. Vi sono la chiesa omonima e subito dopo San Francesco Borgia e San Giuliano, poi la chiesa di San Camillo e l’adiacente convento dei Padri Crociferi. San Nicolò è sia una chiesa sia un monastero, tra i più imponenti che si possano ammirare. Tornando verso i Crociferi prendete la direzione nord lungo la via Etnea con le sue belle case ottocentesche, sapete perché si chiama così? Perché da subito vedrete il vulcano davanti a voi ad accompagnarvi in questa bella passeggiata con spunti di interesse diversi, qui al posto della scura pietra lavica domina il verde. Infilatevi a Villa Bellini, il giardino pubblico che prende il nome dal grande musicista catanese (a cui la città ha dedicato il teatro omonimo sempre in forme barocche). Camminando sui vialetti vedrete le statue dei personaggi siciliani più illustri, tante piante e fiori colorati. E se qui il verde è improntato alla bellezza, poco oltre ne vedrete tanto altro, ma classificato secondo un rigore scientifico e a scopo didattico nell’orto botanico dell’Università, che ospita molte palme e ha raccolto una importante collezione di piante rare e succulente.

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Roberta Zennaro

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