Vini e cibo in Sicilia

Vini e pietanze tipiche siciliane. Una meta di viaggio bellissima in tutte le stagioni e per tutti i gusti. I paesaggi naturali si alternano ai paesaggi morbidi plasmati dalle mani dell’uomo. Testimonianze artistiche e storiche ci portano indietro nel tempo fino a quasi tremila anni fa con i siti archeologici greci sparsi a oriente e occidente, e non sono da meno le meraviglie del barocco siciliano. Si può andare al mare per molti mesi dell’anno e, una volta usciti dalla spiaggia, dopo pochi chilometri si può arrivare su monti selvaggi o sull’Etna, il grande vulcano che domina la vicina Catania e tutta la costa orientale…

La Sicilia è tutta da vedere, mentre siete in giro ad ammirarne le bellezze fermatevi ad assaggiare le specialità della cucina locale, prelibatezze che in alcuni casi hanno varcato i confini dell’isola e ne sono diventati simboli. Come la cassata e il cannolo, dolcezze che sanno di mandorla e pistacchio nate dalla secolare interazione con gli altri popoli del Mediterraneo, che si sono incrociati e mescolati dando il meglio proprio in Sicilia. Se li provate a colazione, magari metteteci vicino una granita alla mandorla che nei caldi mesi estivi ci sta proprio bene, poi avrete tutta l’energia per affrontare la giornata.

Un’ottima scusa per effettuare un viaggio nel gusto siciliano sono i mercati di città, a Palermo ce ne sono addirittura tre, tutti diversi e uno più bello dell’altro: Ballarò, la Vucciria e il Mercato del Capo. La Pescheria di Catania non è certo da meno, si trova nel centro della città e qui non c’è solo pesce! Infatti, concentrati in uno spazio tutto sommato piccolo, ci troverete il necessario per la cucina, sarete inebriati dai suoi colori e profumi. Sin dalle prime ore del mattino al mercato si trovano esposte le migliori materie prime locali da preparare e portare sulle tavole, e dell’ottimo cibo di strada, una comoda alternativa se non volete fermarvi a lungo per il pranzo. Lo street food siculo piace così tanto che sta uscendo dall’isola, alla conquista dell’Italia e del mondo. Qualche esempio? Arancine di riso in varie forme. Panelle. Pane cunzato. Pane con la meusa. Sfincione.

Sul mangiare in Sicilia ci sono alcune certezze: si mangia fino a tarda sera, il cibo di strada e non solo. Ovunque si mangia tanto e bene. Quindi prendetevela comoda e state sicuri che ogni piatto sarà una bella esperienza di gusto. Dopo esservi rifocillati con dell’ottimo cibo di strada prendetevi tutto il tempo per cenare in un locale tipico. Di giorno avrete facilmente visto campi di grano, uliveti e vigneti, che troverete sulla tavola con i loro frutti, a partire dagli ottimi vini e oli siciliani. Iniziate la serata con un aperitivo e brindate con un calice di vino, potete sbizzarrirvi tra i vitigni internazionali che qui hanno trovato terreno fertile come Syrah e Chardonnay. Se siete curiosi però scegliete tra i numerosi vitigni autoctoni che hanno dato vita a una trentina di DOC e IGT come Grillo, Cataratto e Inzolia tra i bianchi, e tra i rossi il famosissimo Nero d’Avola, il Frappato, il Nerello mascalese base per l’Etna Rosso. Potete anche osare con uno spumante, le bollicine siciliane hanno raggiunto importanti vette qualitative negli ultimi anni. Alcuni piatti classici della cucina siciliana sono la caponata e il couscous. La pasta alla norma, le melanzane e le sarde in beccafico. In ogni città troverete questi piatti declinati diversamente, assieme alle specialità locali. Non dimenticate i vini da meditazione, che sarebbero da fine pasto ma chissà quanti momenti sono adatti per un passito di Pantelleria o una Malvasia delle Lipari…

Infine, un’esperienza di gusto diversa si può fare seguendo la chiocciolina di Slowfood alla ricerca degli oltre quaranta presidi siciliani, prodotti di nicchia in piccola quantità ma di grande valore da tutti i punti di vista, oggetto di tutela perché rappresentano antiche tradizioni agricole. Produzioni vegetali come mandarino tardivo di Ciaculli e mandorla di Noto ma anche il pane nero di Castelvetrano. E poi cipolle, fagioli, fave, lenticchie. Razze in via di estinzione come la vacca modicana e il suino nero dei Nebrodi, prodotti di origine animale quali la provola delle Madonie e quella dei Nebrodi, o la Vastedda della Valle del Belice. Il mio consiglio è sempre di assaggiare i prodotti nei luoghi di produzione, andare a vedere da dove vengono e come sono fatte queste delizie del palato pensando che, se potremo portarle a casa, non avranno comunque il sapore vero della terra generosa dove sono nati, la bella Sicilia, dove la cucina è storia e tradizione.

Autore

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Roberta Zennaro

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