L’Etna. Sapere, Attività, Escursioni.

Parliamo di una meta turistica per eccellenza. L’Etna è un vero vulcano di cose da fare, tant’è che a fiumi sono i turisti che ogni anno la vengono a visitare da ogni angolo del mondo. Infatti, insieme all’aspetto vulcanologico si può beneficiare di attività come: trekking nei sentieri e nei crateri dell’Etna. Passeggiate a cavallo. Escursioni con esperti del settore che ti portano sin dentro le grotte più famose…

Itinerari travolgenti in mountain bike che attraversano sentieri incantati del paesaggio etneo. E ancora, i wine Tours nelle antiche cantine sull’Etna dove potrai scoprire i profumi di questa terra.  Ma molte altre sono le attività che ormai vengono proposte e prese d’assalto sull’Etna.

E allora scopriamo di più prima di pianificare il nostro viaggio in Sicilia e sull’Etna.

Imponente e maestoso, tra il grigiore della nebbia e gli accesi colori della natura che lo circonda, tra il bianco della neve ed il nero della cenere, l’Etna per i siciliani non è un semplice vulcano o una montagna qualsiasi: per i più l’Etna è “solamente” il vulcano attivo più alto dell’Europa Continentale con i suoi 3224 metri. Per i siciliani l’Etna, è la montagna per eccellenza; per i siciliani l’Etna è “A Muntagna”. È il simbolo di una natura che parla, che si manifesta sputando fumo e lava, sparendo per giorni tra la nebbia e ricomparendo in tutta la sua imponenza, dopo aver fatto sentire la sua assenza.  L’Etna è una figura maestosa che domina e controlla tutto ciò che le sta attorno.


Sin dall’antica Grecia era contemplata la straordinarietà dell’Etna il cui nome deriva proprio da   un’antica divinità figlia delle divinità primordiali Urano e Gea. Preesistente agli dèi dell’Olimpo, secondo una delle tante leggende antiche che gli ruotano attorno, la cima di questa vetta salvò Deucalione e Pirra dal diluvio universale scaturito da Zeus per distruggere l’umanità. Il poeta romano Claudiano, invece, narrava che nelle viscere del vulcano si nascondono i resti dei giganti sconfitti dagli Dèi. La storia cristiana, invece, racconta che solo Sant’Agata fu in grado di placare la rabbia della “Muntagna”. La tradizione popolare narra, infatti, molti episodi di eruzioni disastrose e catastrofiche arrestate improvvisamente grazie all’intercessione della Santa.

Per dare una risposta alla grandiosità dei fenomeni vulcanici dell’Etna, tuttavia, non ci si può limitare alle leggende popolari. Ricostruire in poche righe tutti gli studi e la storia geologica dell’Etna è impossibile. Tuttavia, è possibile dire che, uno dei motivi per cui questo vulcano attrae studiosi e visitatori da ogni parte del mondo è la facilità con cui si possono raggiungere i crateri sommitali e le bocche eruttive dell’Etna, tutt’ora attive, dove moltissimi ricercatori vi si recano per le loro analisi e rilevazioni.

Le sue eruzioni avvengono sia sulla sommità che sui fianchi. I crateri sulla sommità che attualmente l’Etna ne presenta quattro, tutti formatosi nel secolo scorso: Cratere di Nord-Est (1911), Voragine (1945), Bocca Nuova (1968), Cratere di Sud-Est (1971). I crateri sui fianchi, invece, sono più di trecento e sono i più pericolosi, poiché sono i più vicini ai centri abitati situati alle pendici del vulcano. Attorno a questi crateri, l’accumulo di lapilli, ceneri e brandelli dà vita ai cosiddetti “coni avventizi” che, successivamente all’eruzione si ricoprono di vegetazione e diventano parte del paesaggio. Essi sono il terreno ideale per la viticultura.

Il territorio dell’Etna, ben si presta alla produzione di uva da vino per via della straordinaria biodiversità. Infatti, il terreno particolare con di origine vulcanica, accompagnato da un’ampia varietà climatica, aspetti entrambi che mutano a seconda dell’altitudine, della posizione e dell’esposizione solare, non possono non dar vita a straordinari vini. Una tradizione vitivinicola che sfocia anch’essa nella notte dei tempi e che è addirittura precedente alle dominazioni greco-romane. Tuttavia, il periodo di maggior sviluppo per quanto riguarda la produzione di vini in territorio etneo è stato il ‘700, periodo nel quale i vitigni hanno assunto gli elementi che tutt’ora li caratterizzano: costruzioni e cantine in pietra lavica, piccole torri di pietra, terreni irregolari delimitati da ulivi, ciliegi, castagni e gelsi. I principali.  

Di seguito Tutte le nostre attività correlato a questo luogo:

Gran tour dell’Etna versante sud

 

Autore

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Andrea Icardi

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